Empoli-Cagliari, retromarcia su tifosi sardi: via libera, ma esclusi Desulesi e Sassaresi

EMPOLI. Colpo di scena nella querelle tra Empoli e Cagliari: dopo il divieto iniziale imposto ai tifosi sardi, sembra che la decisione possa essere rivista. Una svolta inaspettata che ha sorpreso anche il Prefetto, già pronto con il consueto “ci scusiamo per il disagio”.

Le restrizioni iniziali vietavano la trasferta a tutti i residenti in Sardegna, ma la nuova proposta sembra prevedere criteri più selettivi. Saranno ammessi solo i tifosi con cognomi meno sardi e che possano dimostrare di non aver mai avuto a che fare con Desulo e Sassari. E, proprio a causa delle dichiarazioni di Roberto Saviano, i residenti di queste due località sono stati esclusi a prescindere. “Non sappiamo esattamente cosa abbiano fatto”, avrebbe detto lo scrittore, “ma prevenire è meglio che curare”, riferendosi al noto “problema” dei Desulesi, accusati di aver nascosto il latitante Mesina.

Nel frattempo, si parla di un controllo linguistico all’ingresso dello stadio, dove esperti di linguistica toscana saranno pronti a valutare la corretta pronuncia della “gorgia toscana”, senza il rischio che le aspirate barbaricine, tanto care ai sardi, possano confondere le acque. La selezione si preannuncia dura, ma necessaria per garantire che i tifosi sardi non possano eludere i rigorosi controlli.

A gettare ulteriore benzina sul fuoco è intervenuto anche un gruppo di tifosi sardi, che avrebbe già prenotato biglietti per Pisa, con destinazione finale Empoli. Travestiti da turisti intenti a visitare “cale si siat cosa”, i supporter sardi hanno già preparato il loro piano per eludere le restrizioni. “Tanto siamo abituati agli scali con Ryanair, questa è una passeggiata”, avrebbe dichiarato uno di loro, mentre ripassava le frasi base in toscano per camuffarsi meglio tra i locali.

L’ultima parola ora spetta alle autorità competenti, che, con il loro stile tipicamente italiano, potrebbero decidere di risolvere la questione con una soluzione forse più semplice di quanto si pensi: aspettare che il problema si risolva da solo.

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