Sardegna. Pronta legge su fine vita: basterà recarsi in pronto soccorso come già accade
CAGLIARI. Una svolta epocale per il diritto all’autodeterminazione dei pazienti o, come dicono i più maligni, l’ultimo passo verso la definitiva rottamazione della sanità pubblica: la Regione Sardegna starebbe infatti per approvare una legge che semplifica il percorso per accedere al fine vita.
Un provvedimento che nelle intenzioni dovrebbe garantire una scelta consapevole e dignitosa, ma che secondo alcuni osservatori non sarebbe altro che l’ennesima mossa per mascherare il collasso della sanità pubblica. È un successo, dichiara la presidente Todde! “no as inari pro andare a sos privados?, anda e bocchidi direttamente” (non hai soldi per curarti dal privato? Vai e ammazzati ndr).
Del resto, la situazione negli ospedali sardi parla da sola: Ozieri e Sorgono, un tempo gioielli dell’assistenza territoriale, sono ormai ridotti a gusci vuoti, con reparti chiusi, personale insufficiente e pazienti costretti a migrare per una visita specialistica che forse non arriverà mai. Un paziente oncologico avrebbe dichiarato che una visita di routine, che lo stato dovrebbe garantire, gli sarebbe stata rinviata ad austu ma no custu (agosto ma non questo ndr) “Ormai non si cura più nessuno”, ammette un medico sotto anonimato, “ma almeno con questa legge possiamo dare ai pazienti un’alternativa veloce e indolore (forse)”.
L’iter proposto sarebbe sorprendentemente semplice: basterà recarsi in un qualsiasi pronto soccorso dell’isola pro cale si siat cosa (per qualsiasi cosa ndr), firmare un modulo e attendere che la macchina burocratica faccia il suo corso. Dunque, come già accade, basterà semplicemente recarsi in loco e lasciare che il disastro sanitario già evidente da anni, faccia il suo corso, iscucchendedi in men che non si dica!
Per molti cittadini, tra cui Bore Complottista, l’annuncio della legge avrebbe il sapore amaro, poiché, per l’appunto, in pronto soccorso si va già a morire da anni. L’eutanasia, insomma, è già una realtà, solo che fino ad ora nessuno se ne era ancora preso i meriti!.
La legge è già un successo, poiché si entrerebbe in ospedale in verticale, ma per tutti sarà ormai assicurata l’uscita in orizzontale!
Intanto, il Ministero della Salute ha espresso apprezzamento per l’iniziativa sarda, definendola un “modello di efficienza” da esportare anche nel resto d’Italia, per far si che ci siano ancora più soldi da investire in armi e guerre, dove, indovinate un po’, a pagarne le conseguenze, saranno ugualmente i civili.